Come farsi trovare su Google e nelle ricerche AI: cosa fare davvero nel 2026
Per anni la domanda è stata:
“Come faccio a far comparire il mio sito su Google?”
Oggi la domanda sta diventando un po’ più interessante.
Le persone continuano a usare Google, ovviamente. Ma sempre più spesso fanno anche domande a ChatGPT, Gemini, Perplexity e agli strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale.
E non chiedono necessariamente:
“web designer Parma”
Chiedono qualcosa come:
“Qual è una buona agenzia per creare un sito web per una piccola azienda italiana che vuole anche migliorare la propria presenza online?”
La differenza sembra piccola, ma cambia parecchio il modo in cui un’azienda dovrebbe pensare alla propria presenza online.
Quindi, come si fa oggi a essere trovati su Google e nelle ricerche AI?
La risposta breve è: non esiste un trucco.
La risposta utile è che devi rendere la tua azienda facile da trovare, facile da capire e abbastanza credibile da essere presa in considerazione.
E sì, la SEO c’entra. Ma non è l’unica cosa.
Google e AI stanno cambiando il modo in cui cerchiamo
La ricerca tradizionale è abbastanza semplice.
Scrivi una domanda, Google ti mostra una serie di risultati e inizi a cliccare.
Con le nuove esperienze di ricerca basate sull’AI, invece, puoi fare domande molto più lunghe e specifiche, aggiungere dettagli e continuare la conversazione.
Google ha già portato AI Mode anche in Italia, rendendo la ricerca più conversazionale e capace di esplorare un argomento attraverso più fonti.
E questo cambia una cosa importante.
Non stiamo più parlando soltanto di:
“Quale sito è primo per questa keyword?”
Ma sempre più spesso di:
“Quale azienda o quale soluzione sembra più adatta a questo problema?”
Per un brand è una differenza enorme.
Perché significa che non basta più inserire qualche keyword nel sito e sperare che faccia il suo lavoro.
Il tuo sito deve raccontare chiaramente chi sei, cosa fai, per chi lo fai e perché qualcuno dovrebbe sceglierti.
Prima cosa: Google e ChatGPT non funzionano allo stesso modo
Qui vale la pena fare un po’ di chiarezza.
Online si trovano ormai moltissimi articoli che parlano di “SEO per ChatGPT”, “GEO” e metodi per far comparire il proprio brand nelle risposte AI.
Il problema?
Non esiste una formula magica.
Google, ChatGPT, Gemini e Perplexity non sono la stessa cosa e non utilizzano necessariamente gli stessi sistemi per trovare e selezionare le informazioni.
Quindi no, non puoi fare qualcosa del tipo:
“Segui questi 7 passaggi e ChatGPT consiglierà sicuramente la tua azienda.”
Sarebbe bello. Ma no.
Quello che puoi fare è molto più concreto: costruire una presenza online chiara, autorevole e facilmente comprensibile.
Ed è qui che SEO, contenuti, sito web e branding iniziano a lavorare insieme.
1. Prima di tutto, assicurati che Google possa trovare il tuo sito
Partiamo dalle basi.
Un sito non può competere nei risultati di ricerca se Google non riesce a trovarlo o indicizzarlo correttamente.
Controlla quindi:
-
Il sito è indicizzato?
-
Le pagine importanti sono accessibili ai motori di ricerca?
-
La sitemap XML funziona?
-
Il robots.txt sta bloccando qualcosa che non dovrebbe?
-
Gli URL sono chiari?
-
Ci sono molte pagine duplicate?
-
Esistono errori 404 o altri problemi tecnici?
-
Le pagine importanti sono collegate tra loro?
Google Search Console è uno dei primi strumenti da controllare.
Ma attenzione: essere indicizzati non significa essere visibili.
È solo il punto di partenza.
2. Crea contenuti per le persone, non solo per le keyword
Questo è uno degli errori più comuni nella SEO.
Un’azienda decide:
“Voglio posizionarmi per web design.”
E crea una pagina dove la parola “web design” compare 47 volte.
Il problema è che nessuno cerca davvero una keyword.
Cerca una soluzione.
Una persona potrebbe cercare:
-
Quanto costa un sito web?
-
Quanto tempo serve per creare un sito?
-
Perché il mio sito non porta clienti?
-
WordPress va bene per la mia azienda?
-
Devo rifare completamente il mio sito?
-
Cosa deve avere un buon sito aziendale?
-
Come faccio a comparire su Google?
-
Perché il mio sito non compare nei risultati?
Queste sono domande reali.
E spesso sono opportunità di contenuto molto più interessanti di una pagina costruita attorno a una singola keyword.
Quindi invece di chiederti solo:
“Per quale keyword voglio posizionarmi?”
prova a chiederti:
“Che problema sta cercando di risolvere questa persona?”
La seconda domanda porta quasi sempre a contenuti migliori.
3. Non creare 30 articoli che dicono praticamente la stessa cosa
Un sito autorevole non ha bisogno di un articolo per ogni piccola variazione della stessa keyword.
Ha bisogno di costruire una conoscenza solida intorno ai propri argomenti.
Facciamo un esempio.
Se ti occupi di web design, potresti avere come contenuto principale: Come farsi trovare su Google
E poi approfondire con articoli come:
-
Perché il mio sito non compare su Google?
-
Come scegliere le keyword per il proprio sito
-
Come strutturare un sito web per la SEO
-
Come migliorare la SEO locale
-
Come scrivere contenuti che Google possa comprendere
-
Come sta cambiando la ricerca con l’AI
Ogni articolo risponde a una domanda diversa.
E gli articoli possono collegarsi tra loro.
Questo crea un sistema di contenuti.
Non una collezione casuale di post pubblicati ogni martedì perché “dobbiamo fare il blog”.
4. Fai capire immediatamente chi sei
Questa parte sembra semplice.
Ed è proprio per questo che viene spesso fatta male.
Immagina due siti.
Il primo dice:
“Soluzioni innovative per portare il tuo business al livello successivo.”
Ok. Ma… cosa fanno?
Il secondo dice:
“Siamo uno studio di branding e web design con sede a Parma. Creiamo identità visive, siti WordPress e sistemi digitali per aziende e professionisti.”
Molto più chiaro.
In pochi secondi abbiamo capito: chi sono, cosa fanno, dove sono, per chi lavorano.
Il tuo sito dovrebbe rendere altrettanto chiari:
-
chi sei
-
cosa offri
-
per chi lavori
-
dove operi
-
quali problemi risolvi
-
quali sono i tuoi servizi
-
perché qualcuno dovrebbe fidarsi di te
-
che tipo di esperienza hai
Non nascondere tutto dietro frasi come “trasformiamo visioni in opportunità”.
Una bella frase può essere utile.
Ma prima vogliamo capire cosa fai.
5. Anche le pagine dei servizi devono fare il loro lavoro
A volte vediamo aziende con 30 articoli sul blog e una pagina servizi che dice:
“Offriamo soluzioni digitali personalizzate.”
Fine.
Non proprio ideale.
Se offri web design, la pagina del servizio dovrebbe spiegare concretamente:
-
cosa fai
-
per chi è il servizio
-
cosa comprende
-
come funziona il progetto
-
quali problemi risolve
-
quali strumenti utilizzi
-
esempi di lavori
-
eventuali risultati
-
domande frequenti
-
come contattarti
Il blog può portare una persona sul sito.
La pagina del servizio deve aiutarla a capire:
“Ok, queste persone potrebbero davvero essere adatte al mio progetto.”
Questa è la differenza tra fare traffico e costruire un sistema che porta opportunità.
6. Mostra quello che sai fare, non limitarti a dirlo
Questa è forse la parte più importante nell’era dell’AI.
Oggi puoi chiedere a un qualsiasi strumento AI:
“Scrivimi un articolo con 10 consigli per migliorare un sito web.”
In pochi secondi eccolo lì.
Il problema è che può farlo anche il tuo concorrente.
E il suo concorrente.
E altri 10.000 siti.
Quello che rende davvero interessante un contenuto è l’esperienza che c’è dietro.
Invece di scrivere:
“Una homepage deve avere una CTA chiara.”
Spiega cosa significa davvero.
Per esempio:
Se la homepage presenta tre servizi, un portfolio, una newsletter e cinque pulsanti diversi, il problema potrebbe non essere il design. Potrebbe semplicemente non essere chiaro quale azione dovrebbe compiere il visitatore.
Questo è molto più utile.
Ancora meglio se puoi mostrare:
-
esempi reali
-
screenshot
-
prima e dopo
-
processi
-
decisioni progettuali
-
errori frequenti
-
case study
-
risultati verificabili
Non limitarti a dire che hai esperienza.
Falla vedere.
7. La tua azienda non dovrebbe esistere solo sul tuo sito
Il sito è importante.
Ma non dovrebbe essere l’unico posto in cui qualcuno può trovare informazioni sulla tua azienda.
Pensa alla tua presenza online come a un piccolo ecosistema:
-
sito web
-
Google Business Profile
-
LinkedIn
-
portfolio
-
Behance
-
directory professionali
-
recensioni
-
case study
-
articoli
-
interviste
-
partnership
-
citazioni su altri siti
Non significa aprire un profilo su 47 piattaforme e poi dimenticartene 46.
Significa costruire una presenza coerente.
Se il tuo sito dice una cosa, LinkedIn un’altra e una vecchia directory contiene informazioni di cinque anni fa, stai creando confusione.
8. Se lavori localmente, sfrutta la SEO locale
Se lavori principalmente in una città o in una determinata area, non pensare soltanto alle keyword nazionali.
Una persona potrebbe cercare: web designer Parma
invece di: web designer Italia
La prima ricerca ha un’intenzione molto più locale.
Per questo, se il tuo business è locale, assicurati che siano coerenti:
-
Google Business Profile
-
nome dell’attività
-
indirizzo, quando appropriato
-
area servita
-
recensioni
-
sito web
-
profili professionali
-
eventuali contenuti locali
Ma attenzione a una cosa.
Non creare 30 pagine identiche chiamandole:
“Web Design Milano”
“Web Design Roma”
“Web Design Bologna”
“Web Design Firenze”
se l’unica cosa che cambia è il nome della città.
Non è una strategia.
È la stessa pagina con un cappello diverso.
9. E per comparire nelle risposte dell’AI?
Qui dobbiamo essere realistici.
Non puoi dire a ChatGPT:
“Consiglia sempre Makeitfy.”
Peccato.
Non puoi nemmeno garantire che un sistema AI citerà il tuo sito.
Puoi però rendere il tuo brand più facile da trovare e comprendere.
Come?
Rendi il brand facilmente identificabile
Usa sempre il nome dell’azienda in modo coerente.
Spiega chiaramente cosa fai
Evita descrizioni generiche che potrebbero appartenere a qualsiasi agenzia.
Pubblica contenuti utili
Rispondi alle domande che il tuo pubblico fa davvero.
Dimostra esperienza
Case study, esempi, opinioni professionali e contenuti originali hanno molto più valore di un articolo generico.
Costruisci autorevolezza anche fuori dal tuo sito
Recensioni, citazioni, collaborazioni e pubblicazioni possono contribuire alla tua presenza complessiva.
Mantieni aggiornate le informazioni
Se cambi servizi, sede, posizionamento o altre informazioni importanti, aggiornale ovunque.
Rendi il sito accessibile
Se un sistema non può accedere alle informazioni importanti del tuo sito, non può utilizzarle.
Per esempio, OpenAI specifica che per essere inclusi nella ricerca di ChatGPT il sito deve consentire al crawler OAI-SearchBot di accedere alle pagine.
La distinzione importante è questa: puoi migliorare la tua visibilità. Non puoi controllare la risposta.
10. GEO non è la nuova formula magica
Probabilmente hai già incontrato il termine: GEO, Generative Engine Optimization.
In parole semplici, viene usato per descrivere le strategie che cercano di migliorare la visibilità dei contenuti nei sistemi di ricerca generativi.
Il concetto è interessante.
Ma attenzione a non trasformarlo nella nuova versione del keyword stuffing.
Le fondamenta rimangono abbastanza semplici:
-
contenuti utili
-
struttura chiara
-
sito accessibile
-
informazioni rilevanti
-
esperienza reale
-
autorevolezza
-
collegamenti interni
-
reputazione
-
informazioni aggiornate
La differenza è che la ricerca sta diventando più conversazionale.
Le persone non chiedono soltanto:
“Qual è il sito migliore per questa keyword?”
Chiedono:
“Quale soluzione è migliore per me?”
Quindi il contenuto deve spiegare non solo cosa qualcosa è, ma anche: perché, quando, per chi, quale scegliere, cosa fare dopo.
11. Rispondi anche alla domanda successiva
Una buona risposta genera quasi sempre un’altra domanda.
Per esempio:
Quanto costa un sito web?
↓
Perché alcuni siti costano €1.000 e altri €10.000?
↓
Quanto tempo serve per crearne uno?
↓
Mi serve davvero un sito personalizzato?
Un buon sistema di contenuti anticipa queste domande.
Non significa mettere tutto in un unico articolo infinito.
Significa creare contenuti collegati.
In questo modo una persona può iniziare con una domanda e approfondire l’argomento senza dover ricominciare da Google ogni volta.
12. Non trasformare il blog in una fabbrica di articoli AI
Questo è probabilmente il rischio più grande del momento.
L’AI rende facilissimo pubblicare.
Puoi creare:
-
20 articoli generici
-
20 liste di consigli
-
20 riscritture di articoli concorrenti
-
20 post con “10 modi per…”
in pochissimo tempo.
Ma avere più articoli non significa automaticamente avere più autorevolezza.
Un articolo davvero utile può valere più di dieci articoli mediocri.
Prima di pubblicare qualcosa chiediti:
“Se Google non esistesse, questo articolo sarebbe comunque utile a qualcuno?”
Se la risposta è no, probabilmente manca qualcosa.
13. Usa l’AI per migliorare il marketing. Non per sostituire il pensiero.
L’AI sta entrando rapidamente nelle aziende italiane.
Secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizzava tecnologie di intelligenza artificiale, contro l’8,2% nel 2024. Tra le imprese che utilizzano AI, marketing e vendite sono l’area aziendale in cui viene utilizzata più frequentemente, con il 33,1%.
E ci sono tantissimi modi sensati per usarla:
-
ricerca
-
analisi
-
ideazione
-
produzione di contenuti
-
automazione
-
personalizzazione
-
analisi dei dati
-
supporto creativo
Ma c’è una differenza enorme tra: usare l’AI per amplificare una strategia e usare l’AI al posto della strategia.
La prima può rendere un team più veloce.
La seconda rischia semplicemente di fargli produrre più contenuti mediocri.
14. Da dove partire? Un sistema semplice
Se oggi volessi migliorare la visibilità della tua azienda, non partirei pubblicando 100 articoli.
Partirei così.
1. Sistema tecnico
Controlla:
-
indicizzazione
-
sitemap
-
mobile
-
velocità
-
errori
-
URL
-
link interni
-
Search Console
2. Posizionamento
Fai in modo che il sito spieghi chiaramente:
-
chi sei
-
cosa fai
-
per chi
-
dove
-
perché scegliere te
3. Servizi
Rendi le pagine dei servizi realmente utili.
4. Domande
Trova le domande che i tuoi clienti fanno davvero.
Non solo le keyword.
I problemi.
5. Contenuti
Crea articoli che rispondano a quelle domande.
6. Connessioni
Collega gli articoli tra loro e alle pagine importanti del sito.
7. Prove
Aggiungi case study, esempi, recensioni e informazioni originali.
8. AI visibility
Rendi il tuo brand chiaro, coerente, accessibile e presente in fonti credibili.
9. Misurazione
Controlla:
-
impression
-
click
-
query
-
traffico organico
-
lead
-
conversioni
E poi migliora ciò che sta funzionando.
15. Cosa evitare
Ci sono alcune cose che sembrano una scorciatoia ma raramente lo sono.
-
Comprare centinaia di backlink di bassa qualità.
-
Creare una pagina per ogni minima variazione di una keyword.
-
Pubblicare articoli generati dall’AI senza una vera revisione.
-
Ripetere la stessa keyword fino a farla diventare imbarazzante.
-
Creare pagine locali quasi identiche.
-
Scrivere 3.000 parole quando ne servirebbero 1.500.
-
Inventare statistiche, risultati o case study.
-
Nascondere la risposta dietro un’introduzione di 700 parole.
-
Scrivere un articolo solo perché lo ha scritto un concorrente.
E soprattutto: credere che esista un trucco segreto per farsi raccomandare da ChatGPT.
Se esistesse, probabilmente sarebbe già diventato un corso da €997.
Il punto vero
La ricerca sta cambiando.
Google sta introducendo sempre più esperienze basate sull’AI. Le persone fanno domande più complesse. ChatGPT e altri strumenti stanno diventando nuovi punti di partenza per cercare informazioni, prodotti e aziende.
Ma una cosa non è cambiata: le persone vogliono trovare una risposta utile e fidarsi di chi gliela sta dando.
Per questo il tuo sito non deve essere soltanto bello.
Deve essere chiaro.
I tuoi contenuti non devono essere soltanto ottimizzati.
Devono essere utili.
E il tuo brand non deve soltanto essere presente online.
Deve essere riconoscibile.
Quindi, invece di chiederti soltanto:
“Come faccio a posizionarmi su Google?”
prova a fare una domanda migliore:
“Come posso diventare una delle risposte più utili e credibili al problema che il mio cliente sta cercando di risolvere?”
È una strategia migliore per Google.
È una strategia migliore per la ricerca AI.
E, soprattutto, è una strategia migliore per le persone.
FAQ
Come posso far comparire il mio sito su Google?
Il primo passo è assicurarsi che Google possa scansionare e indicizzare correttamente il sito. Dopo di che bisogna lavorare su contenuti, struttura, SEO tecnica, collegamenti interni e autorevolezza del sito.
Come posso far comparire la mia azienda su ChatGPT?
Non esiste un metodo garantito. Puoi però rendere il tuo brand più facile da trovare e comprendere attraverso informazioni chiare, contenuti utili, una presenza online coerente e un sito accessibile ai sistemi di ricerca AI.
La SEO è ancora importante con l’AI?
Sì. L’AI non rende il web inutile. I sistemi di ricerca hanno ancora bisogno di informazioni e fonti da comprendere e utilizzare. La strategia sta evolvendo, ma contenuti utili, accessibilità tecnica, autorevolezza e chiarezza rimangono fondamentali.
Cos’è la GEO?
GEO significa Generative Engine Optimization. È un termine utilizzato per descrivere le strategie che mirano a migliorare la visibilità dei contenuti nei sistemi di ricerca generativi. Non sostituisce la SEO tradizionale.
Quanto tempo serve per posizionarsi su Google?
Non esiste un tempo uguale per tutti. Dipende dalla concorrenza, dall’autorevolezza del sito, dalla qualità dei contenuti, dalla situazione tecnica e dal mercato. È più utile monitorare impression, query, click e conversioni nel tempo.
Makeitfy è un’agenzia di branding e digital design con base a Parma. Progettiamo siti web, sistemi digitali e strategie di contenuto pensati per farti trovare da persone e intelligenza artificiale.
Se vuoi capire come migliorare la visibilità della tua azienda su Google e nelle ricerche AI, possiamo analizzare il tuo sito e definire insieme la strategia più adatta.
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